Si ritiene fosse suonato con la tecnica della respirazione circolare. Nell'epoca classica, sui tubi venivano praticati sino a cinque fori; in età ellenistico-romana un numero maggiore. Il bocchino veniva inserito nei tubi. L'aulos poteva avere un'ancia semplice o doppia che, in mancanza del bocchino, poteva essere introdotta direttamente nel tubo. Per suonare l'aulos l'esecutore (auleta) indossava una fascia di cuoio, la phorbeiá, che favoriva la tenuta d'aria.
L'aulos, utilizzato nella rappresentazione delle Tragedie e all'interno dei costumi e dei riti simposiaci,comastici e funerari della Grecia antica e dell'Etruria, aveva la caratteristica di creare un forte impatto emotivo. Era utilizzato anche in guerra: sulle triremi, per ritmare la cadenza dei remi, era previsto un apposito addetto, il trièraulès, che realizzava lo scopo servendosi del suono incalzante del suo strumento.
Lo strumento è presente nelle raffigurazioni delle ceramiche greche ed è considerato una delle prime rappresentazioni iconografiche di strumento a fiato.
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